MA LI OBBLIGANO AD ESSERE LI'?
Martedì dodici febbraio inizia, al teatro Ariston di San Remo (Im), la sessantatreesima edizione del Festival della canzone italiana; a presentarlo sono chiamati due nomi eccellenti dell'intrattenimento televisivo: il savonese Fabio Fazio, e la torinese Luciana Littizzetto.
Tra gli ospiti della prima
serata, annunciato da giorni, si trova uno dei più popolari trasformisti - il
termine 'comico' è per lui assai riduttivo - del panorama nazionale: il
genovese Maurizio Crozza.
Appena l'autore delle 'copertine' della trasmissione televisiva Ballarò appare
sul palco, tre personaggi - Paolo Musiani, Fabio Ascione, e Letterio Munafò,
volti già noti alle forze dell'ordine per la pérformance messa in scena nel
2012, quando contestarono la presenza in scena di Adriano Celentano - iniziano
ad inscenare un'indegna gazzarra volta a non far intervenire il Crozza,
giustificando il tutto con un'indecente "basta politica": come se in
campagna elettorale si dovessero poter ascoltare soltanto le str...ate sparate
dal loro padrone (tutti e tre sono militanti del Popolo della Libertà) Al
Pappone.
Infine, visto che sono entrato in argomento, mi viene spontanea una domanda: a che titolo il Padrino di Arcore ha chiesto ed ottenuto il rinvio del processo Ruby - nel quale è imputato per il reato di prostituzione minorile - in base al legittimo impedimento?
Quella norma dovrebbe valere soltanto per le quattro più alte cariche dello Stato: presidente della Repubblica, presidente del Senato della Repubblica, presidente della Camera dei Deputati, presidente del Consiglio dei Ministri; non mi risulta che al momento il suddetto losco figuro detenga alcuna delle quattro cariche in questione.
Genova, 14 febbraio 2013
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Genova
http://pennatagliente.wordpress.com